Loto Blu: Tutto Ciò Che C'è Da Sapere

Loto Blu: Tutto Ciò Che C'è Da Sapere
Nymphaea Caerulea

La natura offre un'ampia varietà di piante e funghi psicoattivi sparsi in tutto il pianeta, incluso l'Egitto. In questo antico territorio ha origine il loto blu, una splendida ninfea che produce alcaloidi misteriosi, in grado di alterare la mente.

 

Che Cos'è Il Loto Blu?

CHE COS'È IL LOTO BLU?

Il Loto Blu (Nymphaea caerulea), alcune volte chiamato anche Blue Water Lily ("Giglio delle Acque Blu"), è una pianta psicoattiva che è in uso da migliaia di anni. Si pensa che la pianta sia originaria dell'Egitto e di altre zone del Nord Africa, dove cresceva lungo le sponde del Nilo. Ad oggi, la pianta cresce anche in altre parti del mondo, come l'India ed altre zone dell'Asia. Spesso il Loto Blu viene confuso con il Loto Sacro (Nelumbo nucifera), il fiore nazionale dell'India e del Vietnam.

Il Loto Blu era ben noto agli Antichi Egizi, dove aveva un ruolo importante in diversi aspetti della loro cultura. La pianta era largamente conosciuta per le sue proprietà afrodisiache e le proprietà leggermente psichedeliche, che l'hanno resa una delle prime sostanze ricreative.

Spesso il Loto Blu può essere trovato rappresentato sui muri all'interno delle tombe egiziane. Ciò ha portato i ricercatori a credere che gli Antichi Egizi usassero il Loto Blu anche per scopi religiosi dati i suoi effetti psicoattivi. Su dipinti antichi, il Loto Blu è spesso raffigurato insieme al vino, il che suggerisce che gli Egizi preparassero bevande alcoliche e tinture a base della pianta.

Come Si Coltiva Il Loto Blu?

COME SI COLTIVA IL LOTO BLU?

Il metodo tradizionale di coltivazione del Loto Blu parte dai rizomi, la parte interrata della pianta. Ma questo metodo non è il più semplice da attuare in casa. Solo recentemente gli orticoltori hanno scoperto come coltivare la pianta dai semi. In questo modo non solo è tutto più facile, ma è anche più economico.

Se non avete mai coltivato un Loto Blu a casa, non c'è motivo di esserne spaventati, visto che è piuttosto semplice. Ecco come coltivare il Loto Blu a casa o nel proprio giardino.

  1. Mettete in un contenitore impermeabile circa 5cm di terreno da giardino. Per ottenere i risultati migliori, usate un mix contenente sabbia, limo e argilla. Non usate un terreno da giardino ricco di materia organica come muschi, legno o cortecce, e non usate fertilizzanti. Versate dell'acqua calda per 2–3cm sopra il livello del terreno. Aspettate qualche minuto per lasciare che il terreno si stabilizzi. Compattatelo con piccole pressioni delle mani.

  2. Spargete uniformemente i semi di Loto Blu sul terreno appena creato. Assicuratevi che i semi siano distanziati tra di loro di 2–3cm. Cospargete un altro po' di terreno o sabbia per coprire i semi.

  3. Posizionate il contenitore con i semi in un luogo caldo e con tanto sole. I semi germoglieranno dopo un po' di giorni e sembrerà che stia crescende dell'erbetta. Dopo un po' dai germogli si svilupperanno due foglie che galleggeranno sulla superficie dell'acqua.

  4. Ora potete ripiantare i vostri germogli di Loto Blu. Rimuoveteli con cura dal contenitore e piantateli in un altro più grande e con più acqua.

Consiglio extra: nonostante i semi di Loto Blu non siano difficili da trovare, una volta coltivati i propri fiori non ci sarà bisogno di comprare altri semi: la pianta lo farà per voi! Man mano che cresce, la testa del fiore di espanderà sott'acqua, dove formerà un frutto. Giunto a maturazione, all'interno conterrà i semi. Basta aprire il frutto per poter coltivare altre piantine di Loto Blu!

Qual È La Differenza Tra Il Loto Blu Ed Il Giglio Blu?

QUAL È LA DIFFERENZA TRA IL LOTO BLU ED IL GIGLIO BLU?

Nel corso della storia, ed ancora oggi, c'è ancora confusione tra il Loto Blu (Nymphaea caerulea) ed il Giglio Blu (Nymphaea stellata). In realtà sono due piante ben distinte, come anche i loro effetti. Si pensa che questa confusione derivi dai ricercatori che hanno usato male i nomi, forse avendo scelto "giglio" semplicemente perché suonava meglio. Il fatto che in India comunemente ci si riferisce al Loto Blu come "Giglio Blu" non aiuta. Tuttavia, rimane il fatto che il Loto Blu ed il Giglio Blu, nonostante le differenze, hanno qualcosa in comune: entrambi contengono un composto chimico attivo, l'alcaloide nuciferina.

Chimica Del Loto Blu

CHIMICA DEL LOTO BLU

Le due sostanze attive principali nel Loto Blu, responsabili per i diversi effetti del fiore, sono gli alcaloidi nuciferinaaporfina.

Si pensa che la nuciferina, presente anche nel Loto Sacro (Nelumbo nucifera), blocchi i recettori della dopamina.

Invece si pensa che l'aporfina funga da agonista della dopamina, attivandone i recettori, inducendo un effetto opposto alla nuciferina. Questo composto è responsabile per le sensazioni di euforia, felicità e leggerezza che induce la pianta.

Storia Del Loto Blu

STORIA DEL LOTO BLU

Non c'è dubbio che il Loto Blu abbia avuto un ruolo importante ed esclusivo nella cultura degli Antichi Egizi. Molto probabilmente usato sia come droga ricreativa che enteogena, il Loto Blu è stato ritrovato persino nelle tombe vicino ai defunti. L'uso della pianta è spesso raffigurato sui muri e nelle pitture. Addirittura, il Loto Blu è stato il simbolo dell'unione di tra l'Alto ed il Basso Egitto.

Per gli Antichi Egizi il Loto Blu rappresentava il saluto del cielo al sole. Non appena il sole si leva sopra l'orizzonte per inaugurare il giorno, il fiore si apre al mattino, mostrando i suoi bellissimi petali e il centro dorato. Poi si chiude al crepuscolo, quando il sole sta per tramontare. Per questo gli Egizi pensavano che il Loto Blu fosse il fiore sacro del sole e degli dèi legati all'astro.

Nefertem, uno degli dèi del sole della mitologia egizia, al momento della creazione del mondo altro non era che un fiore di loto. Rappresentava sia il primo raggio di luce sia il profumo squisito del Loto Blu egiziano, nato dalle acque in mezzo ad una ninfea blu. Ma Nefertem non era solo un dio del sole, era anche il dio della bellezza e della guarigione. È stato lui a portare il fiore al dio del sole Ra, per ringiovanire il suo corpo afflitto dagli anni.

Ad oggi, la pianta è classificata come "in pericolo", anche se non è difficile trovarla in certe aree selvatiche, soprattutto in Asia. Solo negli ultimi anni la coltivazione da parte dell'uomo è cresciuta sensibilmente, grazie alle proprietà della pianta e alla sua popolarità.

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