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L'Assenzio Può Causare Allucinazioni?
3 min

L'Assenzio Può Causare Allucinazioni?

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Quella della “fata verde” è una delle leggende più intriganti associate ad una bevanda alcolica. In realtà, questo drink è molto meno pericoloso (e forse anche meno eccitante) di quanto la tradizione ci abbia fatto credere. Proseguite la lettura per ottenere maggiori informazioni sull'assenzio e su come consumarlo in modo responsabile.

L'assenzio è una celebre bevanda alcolica associata a vari personaggi e artisti vissuti tra il 19° e 20° secolo in Europa. Ma cos'è esattamente l'assenzio? È davvero una sostanza psichedelica? Come si può preparare in casa?

COME SI PREPARA L'ASSENZIO?

Noto anche con il nome di fata verde (la fée verte), l'assenzio si presenta in varie tonalità di verde, ma può essere anche totalmente incolore. Il processo di realizzazione dell'assenzio è simile a quello per ottenere il gin: erbe come l'assenzio maggiore vengono fatte macerare in una base alcolica e successivamente distillate per eliminare i sapori più aspri. Se l'assenzio è incolore, viene definito “blanche” o “la bleue”.

Gli assenzi più tradizionali esibiscono un tipico color smeraldo per via di una ulteriore macerazione assieme ad altre piante, come issopo e menta piperita. Gli oli, i metaboliti secondari e la clorofilla di queste piante donano alla bevanda il suo caratteristico colore verde. Questa procedura arricchisce il sapore del prodotto ed è considerata importante per il processo di stagionatura.

STORIA E PERICOLI DELL'ASSENZIO

STORIA E PERICOLI DELL'ASSENZIO

La storia dell'assenzio è strettamente collegata agli artisti che apprezzavano questa bevanda e alle leggende che lo circondano. L'assenzio maggiore, uno dei principali ingredienti, è originario di Val-de-Travers, in Svizzera, ed era chiamato “salvia dei ghiacciai” dal poeta Arthur Rimbaud.

Le prime citazioni relative all'assenzio sono datate 1792 ed appartengono al medico svizzero dott. Pierre Ordinaire. Egli coniò il nome “la fée verte” e prescrisse l'assenzio come rimedio per svariati disturbi, dall'epilessia ai calcoli renali e alla gotta. Il drink divenne poi una delle bevande più in voga a Parigi durante la Belle Époque (da metà 1800 ai primi del ’900). L'assenzio veniva percepito come una musa ispiratrice da scrittori come Rimbaud e Oscar Wilde. Quest'ultimo descrisse persino le allucinazioni che aveva sperimentato dopo aver sorseggiato la bevanda. Diversi artisti, inclusi Manet e Picasso, contribuirono a rendere il drink talmente famoso che l'ora in cui veniva solitamente consumato a Parigi, le cinque, venne soprannominata l'Ora Verde.

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MA ALLORA QUANDO, E COME, TUTTO ANDÒ STORTO?

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Successe in Svizzera. Nel 1905, Jean Lanfray, un contadino di 31 anni, bevve una quantità eccessiva di vino, cognac, brandy, crème de menthe e, ovviamente, anche due bicchieri di assenzio, a stomaco praticamente vuoto (aveva mangiato soltanto un panino). Completamente fuori di sé per gli effetti dell'alcol, Lanfray tornò a casa ed uccise la moglie insieme ai due figli.

A questo punto il movimento proibizionista iniziò a riscuotere successo. Dopo la notizia dell'omicidio, l'opinione pubblica iniziò a condannare l'assenzio e furono raccolte circa 82.000 firme affinché la bevanda venisse messa al bando. Negli Stati Uniti, il divieto fu applicato nel 1908, e successivamente nel 1915. La Francia lo proibì all'inizio della 1° Guerra Mondiale. Le leggi proibizioniste affermavano che l'assenzio era un drink da “degenerati” e che berlo era anti-patriottico, poiché era originario della Svizzera.

L'assenzio fu vietato negli USA e in molte nazioni europee come Francia, Olanda, Austria, Svizzera, Belgio e Ungheria. In alcune zone il divieto durò quasi un secolo. Soltanto nel 2007 gli Stati Uniti approvarono un progetto di legge che rendevano la vendita e il consumo di assenzio completamente legali. L'unica eccezione era l'assenzio contenente tujone, una neurotossina che, a dosi elevate, può causare confusione e attacchi epilettici, ma è associata anche ad altri sintomi come vertigini, allucinazioni e visioni.

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PERCHÉ LE PERSONE CREDONO CHE L'ASSENZIO PROVOCHI ALLUCINAZIONI?

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L'assenzio era considerato una musa ispiratrice per gli artisti francesi, ma lo scrittore irlandese Oscar Wild è il vero responsabile della diffusione del mito secondo il quale l'assenzio provoca allucinazioni. Una notte, dopo aver bevuto una notevole quantità di birra e assenzio, Wilde si incamminò verso casa. Mentre cercava di percorrere la strada, guardò in basso e davanti ai suoi occhi apparve l'immagine di alcuni tulipani che emergevano dalle gambe e fluttuavano attorno al suo corpo. I tulipani erano brillanti e vividi, ma dopo che lo scrittore ebbe socchiuso le palpebre, la visione scomparve.

Non c'era alcuna ragione plausibile che giustificasse l'accaduto, a parte l'ubriachezza eccessiva, inoltre Wilde affermò che l'allucinazione era stata provocata dall'assenzio. Ciò contribuì a rafforzare la leggenda attorno a questa bevanda. Oscar Wilde era un personaggio molto conosciuto, e questa vicenda rese l'assenzio ancora più popolare tra artisti e scrittori.

Ad ogni modo, l'assenzio può effettivamente celare qualche rischio. Ciò non dipende però dalla bevanda stessa, ma da sostanze adulteranti[1] che potrebbero essere aggiunte nelle versioni più economiche e scadenti.

L'ASSENZIO PUÒ CAUSARE ALLUCINAZIONI?

L'ASSENZIO PUÒ CAUSARE ALLUCINAZIONI?

Beh, no.

L'ingrediente più controverso presente nell'assenzio è il tujone, una molecola naturalmente prodotta dalla pianta di assenzio maggiore. Oggi, il processo produttivo dell'assenzio prevede la rimozione del tujone, al fine di ottenere una bevanda totalmente legale.

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In realtà, a dosi elevate, il tujone può essere potenzialmente tossico. In dosi particolarmente concentrate, come in un olio o una tintura, il tujone può influenzare l'acido γ-amminobutirrico (GABA). Il neurotrasmettitore GABA è responsabile delle sensazioni di euforia e disforia, ma non può causare allucinazioni, a meno che il soggetto non soffra di condizioni psicologiche pre-esistenti. Una overdose di tujone può condurre a perdita delle capacità motorie, convulsioni e attacchi epilettici. Tuttavia, è poco probabile che la quantità di tujone presente nell'assenzio tradizionale possa provocare danni, se la bevanda viene assunta con moderazione. Probabilmente un bevitore resterebbe stordito dall'effetto dell'alcol, prima ancora di restare intossicato dal tujone.

Zamnesia

Scritto da: Zamnesia
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Fonti Esterne:
  1. Myth, reality and absinthe – The Absinthe Encyclopedia by David Nathan-Maister – Absinthes.com - https://www.absinthes.com

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